La vita nel suo immenso e infinito scorrere è episodica.
Attimi che risultano eterni.
Paradossi temporali.
E' in quelle singole circostanze, in quegli attimi
circoscritti che si palesa il nostro essere.
Il 22 giugno 1986 allo stadio Azteca, uno dei tanti templi
pallonari, Diego da Villa Fiorito, spericolato giocoliere con la sua vita e di
conseguenza anche con un pallone tra i piedi, decise di manifestarsi in toto.
Angelo e demone, ladruncolo e profeta, lirismo poetico e
istinto animale.