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lunedì 1 settembre 2014

Barrilete cosmico

La vita nel suo immenso e infinito scorrere è episodica.
Attimi che risultano eterni.
Paradossi temporali.
E' in quelle singole circostanze, in quegli attimi circoscritti che si palesa il nostro essere.
Il 22 giugno 1986 allo stadio Azteca, uno dei tanti templi pallonari, Diego da Villa Fiorito, spericolato giocoliere con la sua vita e di conseguenza anche con un pallone tra i piedi, decise di manifestarsi in toto.
Angelo e demone, ladruncolo e profeta, lirismo poetico e istinto animale.

sabato 26 luglio 2014

La Saeta Rubia

Guardandolo in foto ai tempi del Real Madrid lo trovi rotondo, spelacchiato e poco atletico ( forse anche per i canoni dell'epoca ).
Rimani disorientato, il soprannome Saeta Rubia non gli si addice.
I capelli non sono poi così tanti e quel corpo non pare poter saettare.
Poi ti vai a leggere il suo palmares e sembra lo scontrino del supermercato per la spesa di Natale, chilometrico.
Due campionati argentini con il River Plate, tre campionati colombiani con il Deportivo Los Millonarios, otto campionati spagnoli con il Real Madrid con cui vinse anche cinque coppe campioni, una coppa intercontinentale, una coppa di spagna e due coppe latina (antesignana della coppa campioni).
A titolo personale si portò a casa anche due palloni d'oro.

venerdì 18 luglio 2014

Il Golia israeliano ha scelto un Davide senza fionda

Alle ore 9 del 17 Luglio è iniziata nella striscia di Gaza una “tregua umanitaria” di 5 ore richiesta dall'ONU e accettata sia da Israele che da Hamas. La tregua serviva per rifornire la popolazione di alimenti e medicine. E' stata violata da ambo le parti.
Poi che succederà? Probabilmente la guerra continuerà. Israele, giusto prima di aderire alla tregua umanitaria, ha richiamato ben 8,000 riservisti, che fanno salire il numero totale di militari della riserva arruolati nel conflitto a 48,000 (fonte: ANSA.it).
Questa nuova offensiva israeliana a Gaza affonda le sue radici nei fatti di Giugno.

giovedì 10 luglio 2014

Condizione postmoderna

"L'Avanguardia distrugge il passato, lo sfigura. [...] Ma arriva il momento che l'Avanguardia (il moderno) non può andare oltre, perchè ha ormai prodotto un metalinguaggio che parla dei suoi impossibili testi (l'arte concettuale). La risposta postmoderna al moderno consiste nel riconoscere che il passato, visto che non può essere distrutto, perchè la sua distruzione porta al silenzio, deve essere rivisitato: con ironia, in modo non innocente" (Umberto Eco, "Postille" a "Il nome della rosa", 1983)

domenica 29 giugno 2014

La gente dà buoni consigli se non può dare cattivi esempi....

Dopo l'esclusione della nazionale di calcio dal mondiale, ho sentito da più parti certe affermazioni che davvero mi hanno dato i brividi. Persone che si sono improvvisate moralizzatrici, tuonando dall'alto della loro saggezza (?) anatemi contro i piccoli e stupidi "tifosi", che adesso non avranno altro con cui "distrarsi".
In questa piccola diatriba fra moralizzatori dell'ultima ora e tifosi di lungo corso vi è un piccolo ingranaggio che gira, si compenetra con molti altri e muove le numerose altre "diatribe" che "spaccano il paese".

lunedì 9 giugno 2014

Il fantasma della libertà


[...] giunto alla fine della mia vita, ho la certezza che la Rdt non è stata costituita invano. [...] Un numero sempre maggiore di persone dell'est si renderà conto che le condizioni di vita nella Rdt li avevano deformati assai meno di quanto la gente dell'ovest non sia deformata dal capitalismo e che nelle scuole i bambini della Rdt crescevano più spensierati, più felici, più istruiti, più liberi dei bambini delle strade dominate dalla violenza della Repubblica Federale. I malati si renderanno conto che nel sistema sanitario della Rdt, nonostante le arretratezze tecniche, erano dei pazienti e non oggetti commerciali del marketing dei medici. Gli artisti comprenderanno che la censura, vera o presunta, della Rdt non poteva recare all'arte i danni prodotti dalla censura del mercato. [...] Gli operai e i contadini si renderanno conto che la Rft è lo Stato degli imprenditori e che non a caso la Rdt si chiamava «Stato degli operai e dei contadini». [...] Molti capiranno che anche la libertà di scegliere tra Cdu, Spd, Fdt è solo una libertà apparente. (Erik Honecker, Segretario generale del Comitato Centrale della SED, Partito Socialista Unificato della Germania Est)


giovedì 5 giugno 2014

In difesa della Comunicazione Politica

Circa la conclusa campagna elettorale per le elezioni europee ho sentito da opinionisti politici vari commenti tipo “questa campagna per le europee è stata una campagna di comunicazione, non ci sono stati contenuti”, oppure “Renzi e Grillo si sono scontrati sulla comunicazione, e non sui temi”, o altri su questa falsariga. Molti amici, ed alcuni di questi opinionisti, sembrano provare insofferenza verso la moderna comunicazione politica, vista un po' come una chimera che ha rubato la scena al dibattito e sacrificato le tribune politiche per selfie da Facebook e slogan da talk show. Il mio sguardo su questo tema ha lo svantaggio di non essere neutro, ma il vantaggio di essere uno sguardo “tecnico”. Sono infatti laureato in Comunicazione e consulenza politica e ho lavorato in alcune campagne elettorali, grandi e piccole: posso definirmi, anche sa da pochissimo, uno “del settore”.